Manutenzione ordinaria e straordinaria ascensori: tutti gli aspetti a cui prestare attenzione

Manutenzione ordinaria e straordinaria ascensori: tutti gli aspetti a cui prestare attenzione

Tutti quegli impianti che hanno una mobilità verticale e sono dotati di un sistema di ascensione presentano un aspetto piuttosto problematico, che va studiato e tenuto sempre in grande considerazione. Si tratta, come si può facilmente intuire, della manutenzione, una tematica davvero molto importante per poter garantire sempre un corretto funzionamento di tali impianti.

Come si può facilmente intuire, gli ascensori sono degli impianti che vengono usati dalle persone davvero molto di frequente. È sufficiente pensare, ad esempio, all’interno di un condominio, dove c’è un ascensore condominiale, per l’appunto, che viene usato con frequenza quotidiana da parte di chi abita nel palazzo.

Ecco spiegato il motivo per cui entra in gioco un aspetto fondamentale come la manutenzione. Per poter garantire, infatti, un funzionamento sempre corretto e per poter tutelare, al contempo, il più possibile la sicurezza delle persone che ogni giorno usano l’ascensore, la cosa migliore da fare è affidare la manutenzione dell’ascensore solamente a una ditta specializzata. Per tutti coloro che abitano in Toscana, nello specifico nella zona di Firenze e Pisa, Vendra è indubbiamente una delle soluzioni migliori, dal momento che riesce a unire affidabilità nell’installazione e manutenzione di vari sistemi di ascensione, ma anche una notevole esperienza, lavorando da diversi anni in questo settore.

Cosa dicono le norme di legge

La manutenzione degli ascensori, come detto, rappresenta un aspetto particolarmente delicato, e bisogna seguire molto bene quanto previste dalle norme di legge. Infatti, a riguardo di tale tema, le previsioni a cui fare riferimento sono contenute nel DPR 162 del 1999. Scendendo ancora di più nello specifico, ecco che l’articolo 15 rappresenta una norma fondamentale.

Infatti, quest’ultimo articolo prevede come ci sia l’obbligo di dare in affidamento i vari lavori di manutenzione a una ditta specializzata. Altrimenti, ci si deve comunque rivolgere a tutti coloro che hanno ottenuto un apposito certificato di abilitazione, che permette quindi di svolgere tutte le attività di manutenzione e gli altri interventi che si possono rendere necessari da effettuare sull’ascensore.

Tutto questo vuol dire semplicemente che anche chi ha una certa esperienza nei lavori manuali, dovrà rispettare assolutamente le previsioni di legge, evitando di mettersi in proprio, ma affidandosi solo ed esclusivamente a tecnici che sono hanno competenze e una specializzazione tale da poter svolgere questo tipo di interventi sugli ascensori.

Cosa è previsto nella manutenzione di un ascensore

In relazione a quanto previsto proprio dal DPR 162 del 1999, bisogna mettere in evidenza come siano essenzialmente due le tipologie di manutenzione che si devono svolgere. La prima corrisponde alla manutenzione che ha carattere preventivo. Si tratta di una serie di interventi che devono essere portati a termine da parte del manutentore per fare in modo di verificare che tutte le principali componenti dell’ascensore funzionino in maniera corretta.

Nello specifico, le attività di manutenzione preventiva vanno a focalizzarsi in modo particolare sulle porte dei diversi piani, ma anche alle condizioni, soprattutto in riferimento all’usura, in cui si trovano le corde, ma anche le serrature e via dicendo. Nel corso di tale fase, tra i compiti di chi effettua l’operazione di manutenzione, troviamo anche lo svolgimento di attività di pulizia e lubrificazione di tutte le diverse componenti.

La seconda fase è, invece, rappresentata è invece legata alla manutenzione che ha come fine quello di controllare l’efficienza e l’integrità di tutti i diversi componenti, così come i sistemi che vanno a determinare la sicurezza di un ascensore. Il riferimento, come si può facilmente intuire, è alle funi, al paracadute e così via. Questi interventi vanno portati a termine con cadenza semestrale, mentre in riferimento alla manutenzione preventiva non ci sono termini minimi da rispettare. 

Manutenzione ascensore: cosa prevede la legge

Manutenzione ascensore: cosa prevede la legge

L’ascensore è diventato, col passare del tempo, un mezzo sempre più presente nella vita di ciascuno di noi: tra casa, centri commerciali, uffici o strutture pubbliche, la maggior parte delle persone lo utilizza con cadenza quotidiana. In alcuni casi, come ad esempio per le persone anziane o disabili, rappresenta uno strumento indispensabile per poter vivere serenamente la propria quotidianità.

Date le molteplici funzioni che è in grado di svolgere, è assolutamente indispensabile procedere ad una manutenzione dell’ascensore costante, al fine che lo stesso sia sempre efficiente e venga utilizzato da tutte le persone con la massima sicurezza: un cattivo mantenimento dell’impianto, infatti, rischia di creare situazioni spiacevoli che, come la cronaca ci insegna, possono sfociare in tragedie.

A chi affidarsi per le opere manutentive dell’ascensore

L’adeguamento degli ascensori alle leggi che, mano a mano, vengono emesse, è assolutamente centrale. Ed i professionisti del settore, ne sono ben consci. Nel nostro paese, oltretutto, esistono svariati impianti piuttosto vetusti, che richiedono una manutenzione costante dell’impianto.

Negli ultimi tempi, grazie anche ad alcune agevolazioni fiscali inerenti al settore ascensoristico, un numero elevato di persone sta ricorrendo ad interventi di modernizzazione come, ad esempio, quello relativo alle porte automatiche. Momenti in cui l’ascensore, grazie ad opere mirate, può diventare ulteriormente efficiente e, soprattutto, sicuro.

Ma indipendentemente dal fatto che l’ascensore abbia avuto un recente restyling, piuttosto che sia vetusto o di nuova installazione, un tema, più di altri, resta centrale e di rilevante importanza: la manutenzione. Un’operazione estremamente importante, che deve essere eseguita da professionisti qualificati ed esperti: affidarsi alla manutenzione ascensori periodica GP Elevatori, ad esempio, è il regalo più bello che possiamo fare alla nostra sicurezza e a quella di tutti i soggetti che utilizzano quel determinato ascensore.

La domanda centrale che, a ragion veduta, tanti si pongono, è quando procedere alla manutenzione del proprio ascensore. Esistono, in tal senso, due tipologie di manutenzione differenti tra loro, come disciplinato dall’articolo 15 del DPR 162/99: manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria.

Quali sono le opere manutentive da eseguire

L’attività ordinaria di controllo, si snoda, essenzialmente, in due fasi. La prima si pone lo scopo preventivo di verificare il corretto funzionamento di tutte le componenti presenti nell’ascensore, come porte, serrature e funi, oltre a svolgere la pulizia e lubrificazione dell’impianto in tutto il suo complesso.

Molto più complessa ed articolata, invece, è la seconda fase, che si verifica, per quanto ovvio, in un momento postumo rispetto alla prima attività ordinaria di controllo. In questa circostanza, infatti, il manutentore dovrà verificare che tutti i dispositivi ed i componenti di sicurezza siano integri ed efficienti. La manutenzione ordinaria deve essere obbligatoriamente eseguita almeno due volte all’anno, prediligendo la cadenza semestrale

Quella straordinaria, come facilmente intuibile dalla parola stessa, si verifica quando la ditta appaltatrice interviene, tempestivamente, per far fronte alla sostituzione o riparazione delle parti logore dell’ascensore, come previsto, anche in questa circostanza, dall’articolo 15 del DPR 162/99. In questo caso, tuttavia, esistono obblighi da ambo i lati: manutentore ed utilizzatori dell’ascensore.

A quest’ultimi, infatti, spetta l’obbligo di avvisare l’azienda manutentrice qualora il mezzo manifestasse alcuni problemi. Non segnalare celermente il malfunzionamento, infatti, espone il conduttore a dei seri rischi, con possibili sanzioni pecuniarie, o ancor più gravi, nel caso in cui non fosse stato data tempestiva informazione del problema all’azienda manutentrice.

E’ inoltre assolutamente vietato non affidarsi a personale qualificato, che disponga di tutte le autorizzazioni del caso, e provvedere al cosiddetto “fai da te”, cercando di sistemare i malfunzionamenti autonomamente o conferendo l’incarico della sistemazione a soggetti non riconosciuti dalla legge: in questo caso, le sanzioni si inaspriscono ulteriormente.

Manutenzione ascensori, ecco cosa dice la normativa

Manutenzione ascensori, ecco cosa dice la normativa

Quando si parla di sicurezza in ambito condominiale, bisogna mettere in evidenza come ci sia una struttura più importante di tutte le altre, ovvero l’ascensore, che serve a muoversi tra i vari piani. La normativa italiana disciplina tutto quello che riguarda questi impianti, prevedendo regole ben determinate per tutti coloro che ne sono proprietari.

In tal senso, è abbastanza facile intuire come la manutenzione degli ascensori rappresenti un’attività degna di nota in ogni tipo di stabile e di strutturare. Sia nei condomini che nelle case private, senza dimenticare ovviamente in tutti gli edifici pubblici, a partire dalle scuole, passando inevitabilmente per i centri commerciali, le aziende e gli uffici.

Ecco spiegato il motivo, quindi, per cui la manutenzione ascensori periodica è di vitale importanza, ed è necessario fare affidamento solo ed esclusivamente ad aziende che operano in questo settore da parecchi anni, come nel caso di GP Elevatori, che svolge attività di manutenzione in modo preciso e responsabile, garantendo un alto livello di competenze e di qualità in ogni intervento che deve essere effettuato.

Cosa è previsto dalla normativa

La normativa di riferimento, in fatto di ascensori, è legata al DpR numero 162 del 1999. Si tratta di una legge che va seguito tutte quelle volte in cui si parla non solo di ascensori, ma anche di montacarichi, così come delle varie attività di manutenzione che è necessario portate a termine.

All’interno di questo decreto del Presidente della Repubblica, sono presenti tutte quelle regole che si riferiscono non solo ai costruttori, ma anche ai distributori di questi impianti, così come ai proprietari e agli installatori.

Ad esempio, l’articolo 13 è quello legato alle verifiche periodiche e mette in chiaro fin da subito quali sono gli obblighi e le responsabilità in capo non solo al proprietario dello stabile, ma anche al suo legale rappresentante. Basti pensare all’ambito condominiale, in cui la figura che risponde di tutti questi obblighi corrisponde all’amministratore di condominio.

Proprietario dell’impianto o altre figure, sono obbligate a programmare delle specifiche attività di manutenzione dell’impianto che è stato installato. Non solo, dato che le verifiche periodiche vanno svolte con una cadenza pari a due anni. Mentre le attività di verifica straordinaria, che sono disciplinate dall’articolo 14, devono essere autorizzate da parte del competente ufficio comunale, che deve altresì provvedere a disporre il fermo dell’impianto stesso, fino al momento in cui la verifica straordinaria non dà esito positivo.

I vari tipi di manutenzione

Sono essenzialmente due le tipologie di manutenzione che vengono richieste dalla normativa a chi si occupa di svolgere tali attività. In primo luogo, si tratta delle visite di manutenzione preventiva, che hanno come scopo principale quello di tenere sotto controllo che l’impianto funzioni sempre in modo corretto, nello specifico prestando attenzione allo stato di conservazione delle componenti più importanti all’interno dell’ascensore.

Scendendo ancora un po’ di più nei particolari, si può notare come sia soprattutto le porte dei piani e le serrature a dover essere controllate più di frequente. Non solo, dato che bisogna osservare anche lo stato in cui si trovano le funi, così come portare a termine le usuali attività di pulizia e lubrificazione delle diverse componenti.

La seconda tipologie di visite riguarda il fatto di andare a controllare che ogni dispositivo e componente che si trovano all’interno dell’impianto sia integro ed efficiente. Si tratta di aspetti che sono strettamente correlati alla sicurezza dell’ascensore, come ad esempio le funi, il paracadute della cabina, così come i vari sistemi di allarme che sono stati installati. Inoltre, se per la verifica dell’integrità e dell’efficienza delle componenti la legge prevede una cadenza di intervento pari a sei mesi, per le altre visite di manutenzione preventiva non viene indicata una tempistica da rispettare.

Montascale per disabili: cos’è, come funziona, prezzi

Montascale per disabili: cos’è, come funziona, prezzi

Nel momento in cui ci si trova davanti alla necessità di gestire la quotidianità domestica di un disabile o di un anziano non autosufficiente, è importante adeguare gli spazi domestici.

Sono diversi gli aspetti da considerare in questa fase e, tra i tanti, rientra anche la possibilità di installare un montascale per disabili. Se ti trovi nella situazione descritta nel paragrafo precedente, molto probabilmente vuoi sapere qualcosa di più su questi ausili. Perfetto! Nelle prossime righe di questo articolo, approfondiremo assieme le loro caratteristiche e vedremo anche quanto, mediamente, possono costare.

Cosa sono i montascale per disabili?

Quando si parla di montascale per disabili, si inquadrano degli impianti che permettono a persone che si trovano in sedia a rotelle di essere sollevate e trasportate lungo una scala, a prescindere dalla sua lunghezza.

Il ricorso a questa soluzione rappresenta una scelta spesso necessaria anche in caso di dislivello senza scalini.

Tipologie

Data questa doverosa premessa, è importante parlare anche di tipologie. Ecco quali sono:

  • Montascale a piattaforma
  • Montascale a poltroncina

Qual è la differenza? Quando si ha a che fare con il primo dei due modelli elencati, si inquadra una soluzione contraddistinta dalla presenza di una base elevatrice. Su di essa, è possibile posizionare e mettere in sicurezza le sedie a rotelle.

Quando si parla del montascale a poltroncina, invece, si ha a che fare con una situazione che, invece, non consente l’utilizzo con la sedia a rotelle. Come è chiaro dal nome stesso, si ha a che fare con un impianto contraddistinto dalla presenza di una poltrona sulla quale la persona con difficoltà motoria può essere posizionata. A fronte di quanto appena ricordato, è palese che, nei casi di disabilità più gravi, questa soluzione non è adatta in quanto necessita, da parte della persona trasportata, un minimo di controllo del proprio corpo.

Proseguendo con l’elenco delle differenze da considerare, doveroso è un cenno al fatto che, quando si parla della seconda tipologia di montascale, si ha a che fare con una soluzione che richiede meno spazio rispetto al montascale a piattaforma.

Costi

A prescindere dal fatto che si parli di montascale per disabili Pavia o di impianti installati in altre città d’Italia, un doveroso cenno deve essere dedicato ai costi. I paragrafi precedenti ci aiutano a capire che non è possibile dare una risposta univoca.

Sono infatti diversi i fattori da tenere presenti. Tra questi, rientra la tipologia. Nel caso del montascale a poltroncina, si ha a che fare con una soluzione mediamente meno costosa rispetto al montascale a piattaforma.

Un ulteriore criterio sul quale vale la pena soffermarsi quando si decide di installare un montascale per disabili riguarda le caratteristiche delle scale. Se si ha a che fare con una scala lineare, è palese che il prezzo complessivo – si parte, in media, da un minimo di 6000 euro – sarà decisamente più basso rispetto ai frangenti in cui, a causa della presenza di curve, è necessario procedere a un adeguamento della rampa.

A fare la differenza ai fini dei costi ci pensa anche la presenza di comandi manuali piuttosto che analogici.

In merito alla pianificazione delle spese per il montascale domestico destinato a un anziano o a un disabile, è importante citare il capitolo delle agevolazioni fiscali. In questo frangente, si parla della possibilità di usufruire di detrazioni IRPEF pari al 19%.

Questa agevolazione fiscale può essere fruita sia dalla persona con difficoltà motorie, sia dal caregiver che si occupa della sua gestione e di cui è fiscalmente a carico (affinché si possa parlare di questa situazione, è necessario che la persona abbia un reddito complessivo non superiore ai 2.840,51 euro).

Affinché si possa usufruire delle detrazioni, è necessario avere a disposizione sia la prescrizione del medico, che deve specificare il collegamento tra la problematica fisica e l’impianto montascale, ma anche il certificato rilasciato dall’ASL comprovante l’invalidità funzionale e il suo carattere di permanenza.

Le tipologie di servoscale e le agevolazioni fiscali previste

Le tipologie di servoscale e le agevolazioni fiscali previste

La qualità della vita all’interno della propria abitazione è quanto mai importante, specie se, col passare del tempo, acciacchi di varia natura possono rendere più complicati gli spostamenti all’interno della stessa. Le scale, ad esempio, rappresentano un ostacolo estremamente gravoso da dover sopportare quando l’età avanza.

E se le problematiche fisiche iniziano ad essere piuttosto rilevanti, diventa indispensabile che il complesso condominiale, piuttosto che la propria singola abitazione, venga munito di un servoscala per potersi muovere autonomamente all’interno della stessa. Lo sanno bene, ad esempio, tutte quelle persone più in là con gli anni e con problemi di deambulazione, piuttosto che i soggetti con disabilità fisiche.

L’importanza dei servoscala

Il servoscala, in questo caso, risulta di vitale importanza per poter mantenere adeguato il tenore di vita e, soprattutto, consentire a questi soggetti di poter raggiungere il proprio appartamento, come nel caso di un complesso condominiale, o di muoversi senza alcun problema all’interno della propria abitazione.

Uno strumento, di conseguenza, che in alcune situazioni diventa indispensabile. In questi casi è opportuno affidarsi solo ed esclusivamente a professionisti seri ed affidabili, come questa ditta di installazione e manutenzione ascensori Verona, che siano in grado di collocare il servoscala adempiendo a tutti gli standard di sicurezza previsti a livello legislativo e sia in grado di garantire una periodica assistenza per tutto quanto concerne la manutenzione della stessa.

La servoscala, d’altro canto, rappresenta uno strumento grazie al quale i summenzionati soggetti con problemi di deambulazione possono superare enormi ostacoli come, ad esempio, le barriere architettoniche. Problematica, quest’ultima, di rilevante importanza in particolar modo nei luoghi di pubblica utilità. Non deve stupire, di conseguenza, se notiamo la presenza dei servoscala ai piedi di una scala di un ufficio comunale, piuttosto che all’esterno o all’interno di una banca o altri luoghi dove, giocoforza, anche i soggetti con problemi motori sono costretti, di tanto in tanto, a recarsi.

Le caratteristiche di un servoscala, per quanto ovvio, mutano sensibilmente in base al fatto che la scala sia dritta, ripida o curva, piuttosto che si debba essere inserita all’interno o all’esterno di un condominio privato o di un edificio pubblico. Tutta una serie di varianti che incide sulle caratteristiche tecniche ed estetiche del servoscala, che si differenziano sensibilmente in base a tutti i fattori poc’anzi citati.

Servoscala a poltroncina e a pedana: le agevolazioni fiscali previste

Sono due, essenzialmente, le macroaree nelle quali si possono suddividere i servoscala: a poltroncina o a pedana. I servoscala a poltroncina si caratterizzano per la presenza di un comando posto sul bracciolo e di un telecomando con il quale un soggetto terzo, come ad esempio un parente o un addetto all’assistenza di una persona con problematiche motorie, può azionare gli spostamenti a distanza.

I servoscala a pedana, invece, sono estremamente funzionali per le persone che sono costrette a muoversi con la carrozzina o la sedia a rotelle. La base di questi strumenti varia sensibilmente in virtù delle esigenze di ogni singolo soggetto, in primis per le eventuali problematiche fisiche sofferte. In qualunque caso, indipendentemente dal fatto che si tratti un servoscala a poltroncina o pedana, lo scopo per il quale viene installato è sempre il medesimo: muoversi in sicurezza e autonomia all’interno della propria abitazione.

L’installazione del servoscala, qualora fosse necessaria per comprovate esigenze di carattere sanitario, consente di accedere ad importanti agevolazioni di tipo fiscale, come la detrazione IRPEF del 19%. A questa agevolazione può accedere non solo la persona con disabilità fisiche, ma anche il familiare a cui lo stesso risulta fiscalmente a carico, ovvero sia non dispone di un reddito superiore ad €. 2840,51. Sono due i documenti da presentare per ottenere questo beneficio: prescrizione rilasciata dal medico e certificato emesso dall’ASL competente che attesti l’invalidità funzionale e il carattere permanente dello stesso.

Scegliere infissi di lusso

Scegliere infissi di lusso

Una casa o una villa che si rispetti non può non avere cura anche degli infissi che, grazie alle loro caratteristiche, materiali pregiati e design, non solo arricchiscono l’ambiente ma assicurano protezione. La scelta degli infissi è una scelta fondamentale dato che garantiscono un buon isolamento termico, ma anche acustico, creando un ambiente confortevole a livello abitavo. Infissi di lusso non significa solo che sono belli a vedersi, ma anche che sono realizzati con materiali di alta qualità. Ad esempio se abitate a Milano potreste rivolgervi al servizio FabbroMilano24h.it per un sopralluogo della vostra casa e farvi stilare un preventivo per rimodernizzare gli infissi.

Gli infissi in PVC: vantaggi

Se la scelta è ricaduta sugli infissi in PVC sappiate che l’elevata qualità dei materiali consentiranno di risparmiare energia, facendovi anche risparmiare sulle bollette. Gli infissi in PVC infatti rendono l’ambiente più confortevole e isolato termicamente dagli agenti esterni, garantendo anche una buona illuminazione ventilazione dove occorre. I materiali di qualità con i quali possono essere realizzate porte e finestre permettono un eccellente isolamento dal freddo invernale o dal caldo torrido in estate e limitando la dispersione di energia una volta chiuse. Se state optando per infissi di lusso, la scelta del PVC si rivela ottima anche a livello di gusto stilistico, dato che ad oggi si trovano in grande varietà stilistiche che accontentano tutti i tipi di gusti.

Quanto costano gli infissi in PVC

Parlando di costi, è chiaro che porte e finestre in PVC con design per ambienti di lusso hanno un costo elevato rispetto ai classici infissi. C’è da dire anche che il risparmio energetico e la scarsa necessità di effettuare manutenzioni, dato l’utilizzo di materiali di qualità, nel lungo periodo ripagano bene la spesa. Al di là dunque di marchi ed effetti stilistici che arricchiscono il design abitativo, il prezzo al metro quadro di buoni infissi in PVC si aggira intorno ai 300€. Se invece si opta per infissi speciali, con colorazioni che richiamano ad esempio il legno, il prezzo può salire di un altro centinaio di euro al mq.

Da cosa altro poi dipende il prezzo? Sicuramente il materiale utilizzato e la qualità incide su una buona parte del prezzo: ricordiamoci che gli infissi non solo possono essere realizzati in PVC ma anche in legno o alluminio. Oltre al tipo di materiale si valuta un infisso in base alle prestazioni che offre, alle tecnologie con le quali è stato realizzato, al design e al tipo di manutenzione di cui necessita. Grandi azienda italiane realizzano da decenni infissi di qualità, anche con serrature di qualità anti ladro, e ciò incide senza dubbi sul prezzo finale. Per quanto riguarda lo stile dell’infisso, in Italia il design di una porta o finestra varia da Regione a Regione, con stili che variano molto spesso.

Cappe aspiranti e altre utilità

Cappe aspiranti e altre utilità

Le cappe aspiranti sono elementi indispensabili e obbligatori nelle cucine anche casalinghe ma oggi sono decisamente modernizzate, originali nelle forme e nel concetto, sempre più performanti, anche esteticamente interessanti.

Le cappe aspiranti

Le cucine sono dei generatori di vapore, di fumi anche grassi che vanno a depositarsi sulle superfici vicine alla cucina ma, almeno per quanto riguarda i vapori acquei, si vanno a mescolare all’aria dell’ambiente e depositarsi sulle pareti anche ad una certa distanza dal luogo in cui cucini.

Il risultato è la tendenza a aumentare l’umidità delle pareti favorendo lo sviluppo di muffe che rappresentano un rischio per la tua salute e per quella dei tuoi familiari.

Certamente solo il pensiero di procurare dei danni alla salute dei tuoi figli ti terrorizza, quindi devi agire per evitarlo assolutamente. Oltre a questo, anche gli odori di cucina non sempre sono gradevoli diffondendosi anche oltre alle pareti di casa.

In Italia sono molti i ricorsi al giudice da parte di persone che non riescono più a sopportare gli odori della cucina dei vicini, soprattutto quando si tratta di cucina etnica che gli italiani non gradiscono particolarmente.

Eliminare funi e odori

Sempre riferendoci al ricorso alla giustizia per questi motivi, occorre puntualizzare che in molti di questi casi la causa si conclude con l’obbligo da parte del Giudice di mettere in atto tutti gli accorgimenti tecnici per ridurre al minimo l’emissione di odori.

Questo significa, in sostanza, installare cappe aspiranti dotate di filtri efficienti che abbattono funi e odori; evita di arrivare all’ordine del Giudice, provvedi a installare una cappa efficiente per questi motivi ma soprattutto per la salubrità del tua ambiente domestico.

Le cappe di Design

Dimentica le classiche cappe aspiranti che sovrastano la cucina, pur efficienti e anche spesso con un certo stile ma anche ingombranti. Oggi esistono soluzioni di Design moderno ed efficiente.

I moderni aspiratori sono costituiti da rialzi posteriori alla cucina stessa, che partono dalla base del piano cottura per elevarsi di alcuni centimetri.

Invece di captare i fumi dall’alto, questi vengono captati ancora prima, di fatto appena generati da pentole e padelle, prima che anche solo una piccola parte possa espandersi nell’ambiente prima di essere captata.

Moderni piani cottura a vetroceramica o induzione hanno l’aspirazione dei fumi integrata nel piano stesso, un’apertura richiudibile che, posta al centro del piano, attraverso un sistema di aspirazione piuttosto potente, aspira i fumi attirandoli verso il basso.

In queste soluzioni non solo hai un sistema efficiente per eliminare fumi e odori ma risparmi parecchio spazio verticale che puoi sfruttare diversamente, in modo più razionale.

Il Barbecue in casa

Buone le grigliate, davvero squisite ma certo non puoi metterti ad accendere la brace in casa, riempiendo la casa di fumo della carbonella, anche tossico, tra l’altro e di fumi dei grassi degli alimenti che bruciano sulla brace e rendono l’aria irrespirabile.

Moderni apparecchi elettrici, bistecchiere e barbecue elettrici consentono di gustare cibi “alla brace” senza i problemi caratteristici connessi. Questi apparecchi ti permettono, quindi di gustare quando vuoi una grigliata perfetta senza problemi e senza disturbare nessuno, neppure nei condomini.

Sono molti i modelli in commercio, con diverse potenze tra i 900 e i 2400 Watt, con selezioni diverse che consentono anche di riscaldare o tostare pane e panini imbottiti senza dover necessariamente accendere appositamente il forno con un consumo ancora maggiore.

Questi apparecchi, sebbene siano stati appositamente studiati per emettere un fumo minimo, del tutto paragonabile a quello dei normali processi di cottura, vanno comunque accostati lo stesso ad una capa aspirante, di qualunque tipo questa sia, al fine di abbattere completamente fumi e odori.

Se sei interessato a questi apparecchi, cercali non solo nei comuni negozi del settore ma anche e soprattutto online, risparmiando.

Detrazioni per il fotovoltaico: spettano per il 2018?

Detrazioni per il fotovoltaico: spettano per il 2018?

Agevolazioni per il fotovoltaico

In quasi tutte le situazioni abitative ma anche industriali è possibile installare un impianto fotovoltaico. Questo rappresenta un doppio vantaggio, il primo certamente di carattere economico, per sganciarti dal costo delle bollette elettriche che già non è poco: il costo dell’energia elettrica in Italia è tra i più alti in Europa per cui non avere più il peso della bolletta è un bel vantaggio e in secondo luogo con il fotovoltaico dai il tuo contributo nella riduzione dell’emissione di gas serra in atmosfere, contrastando in questo modo il surriscaldamento globale i cui effetti devastanti sul clima sono certificati da eminenti scienziati e sotto gli occhi di tutti.

Il costo di un impianto fotovoltaico è ancore piuttosto elevato e questo scoraggia molti nell’installazione ma se si fanno i conti come si deve, si evidenzia come nel giro di pochi anni questo costo si può ammortizzare grazie al risparmio energetico e poi da quel momento in poi sono soldi in più nel tuo portafogli. Lo Stato incentiva questo attraverso la detrazione fiscale che anche nel 2018 è stata confermata attraverso la Legge di Bilancio. La detrazione per gli impianti fotovoltaici rientra nel provvedimento di riconoscimento della detrazione del 50% previsto per le ristrutturazioni e si ritrova nell’elenco dei lavori di ristrutturazione delle case che l’Agenzia delle Entrate elenca nella sua guida Online, nello specifico per quanto riguarda i lavori realizzati per conseguire risparmi energetici.

Come ottenere energia dal sole

I pannelli solari di ultima generazione sono costruiti con moderne tecnologie che consentono un rendimento davvero alto, intorno al 90% che è decisamente superiore a quello dei vecchi pannelli solari fotovoltaici che si fermavano poco oltre il 50%. Il funzionamento avviene grazie alla capacità di particolari cristalli con cui sono costruiti i pannelli di convertire l’energia della luce solare in energia elettrica a correte continua. Per rendere costante questa energia, la tensione elettrica, serve un regolatore, dal momento che a seconda di quanta energia solare arriva ai pannelli questi genereranno più o meno energia elettrica mentre a noi serve un’energia costante.

Nelle nostre case gli apparecchi elettrici sono progettati per funzionare a corrente alternata e a 220 Volt. Il problema si supera attraverso apparecchi chiamati Inverter che riescono a trasformare la corrente continua dei pannelli solari, a bassa tensione, in corrente alternata a 220 volt, compatibile con gli apparecchi domestici. Ovviamente quando il sole non c’è, i pannelli fotovoltaici non possono generare corrente, per questo l’impianto richiede dei pacchi di batterie che riescono ad immagazzinare l’energia non utilizzata per restituirla quando ne abbiamo bisogno e il sole non è presente, altrimenti passeresti le notti al buio e tutto resterebbe spento.

Per avere diritto alla detrazione del 50% è necessario che l’impianto sia asservito agli usi domestici anche senza opere murarie proprie, è sufficiente che sia dimostrato il conseguimento di risparmi energetici. Questa può essere dimostrata anche semplicemente comprovando l’acquisto ed installazione dei pannelli fotovoltaici a servizio di un edificio residenziale con adeguata documentazione che dovrà essere comunque conservata mentre non è necessario dimostrare l’entità effettiva del risparmio realizzato. Questo significa che l’impianto non deve necessariamente coprire totalmente il tuo fabbisogno energetico ma può provvedere anche ad una copertura parziale, la detrazione spetta comunque. Questa si realizza attraverso una detrazione sull’imponibile IRPEF in 10 rate annuali.

Per realizzare il tuo impianto fotovoltaico ti consigliamo di rivolgerti a ditte serie e con esperienza in questa opere; un primo segno di serietà è la presentazione di un preventivo dettagliato solo dopo un sopralluogo, diffida di chi emette preventivi senza aver nemmeno visto la realtà in cui si dovrebbe realizzare il lavoro.