Comò e cassettiere escono dalle camere

Comò e cassettiere escono dalle camere

Comò e cassettiere da sempre caratterizzano le camere da letto, elementi indispensabili per mantenere l’ordine. Ogni camera ha il suo stile e questi elementi di arredo  sono costituiti conformemente allo stile della camera stessa. Oggi, però, si ritrovano anche in altri ambienti della casa.

Cosa è un comò

I comò sono mobili con la funzione di mantenere in ordine diversi oggetti, dalla biancheria intima personale ai gioielli e molto altro. Questo è possibile grazie agli ampi cassetti di cui sono dotati.

Un tempo il comò era integrato con uno specchio sovrapposto ma da molti anni questa soluzione “vintage” è superata e lo specchio, comunque sempre attuale, è appeso alla parete.

Il termine Comò deriva dal francese “commode” che sta a simboleggiare la comodità che è permessa da questo mobile, appunto, nel mantenimento dell’ordine nella camera.

Nuove funzioni del comò

Oggi il comò, in stili parecchio innovativi rispetto al passato, trova spazio al di fuori della camera da letto, in ambienti anche come il soggiorno, per assumere funzioni diverse: supporto per la TV o per lo stereo, per accogliere vasi di fiori o altro.

Per decidere quale comò scegliere occorre partire dallo spazio disponibile e dalla necessità di spazi per riporre le cose al suo interno.

Se il comò deve avere la funzione di piano d’appoggio occorre anche considerare la sua altezza. In ultimo ma non per ultimo bisogna scegliere lo stile che deve integrarsi perfettamente con il resto dell’arredamento.

I materiali per il comò

Oltre al materiale costitutivo del comò inteso come mobile, importanti sono anche gli elementi aggiuntivi, ad esempio le maniglie che devono armonizzarsi alla perfezione  con il comò e l’ambiente e contemporaneamente essere della massima praticità.

Attenzione particolare va posta alle guide dei cassetti che devono essere facilmente estraibili completamente ma anche essere dotati di un fermo che renda impossibile il loro ribaltamento e l’ideale sarebbe che fossero anche dotati di un meccanismo di ammortizzamento della chiusura.

Sono molti i materiali per la costruzione di comò e cassettiere, queste ultime, non dimentichiamo, anche a loro volta con importanti funzioni di contenimento di vari materiali, a concorrere al mantenimento dell’ordine in una casa.

Come possono essere i comò

Nella maggior parte dei casi i comò e le cassettiere sono costituiti da legno massello, da pannelli mdf, compatti e resistenti oppure da truciolato nobilitato con effetti estetici diversi, da quello effetto legno o bianco o in altri colori per adattarsi ad ogni effetto estetico e all’arredamento della casa.

Importanti sono anche le finiture che possono essere coprenti e laccate oppure con vernici non coprenti che risaltano le fibre naturali del legno.

Quale legno per il comò

Oltre al pino o abete, legni resinosi durevoli nel tempo ma con il difetto di essere legni teneri che facilmente si graffiano, si usa spesso anche il frassino termotrattato, una lavorazione che porta il legno alla temperatura di circa 200°C, stabilizzandolo maggiormente e donando una colorazione naturale più scura del legno naturale.

Il Palissandro è un legno duro e compatto che dura parecchio inalterato nel tempo. Ha un colore bruno rossastro con striature nere, molto elegante. Il palissandro è anche usato per realizzare alcuni strumenti musicali.

Il Sicomoro ha un colore chiaro, è molto leggero ma nonostante questo è particolarmente resistente e durevole nel tempo. Trae origine in medio oriente ed è lo stesso legno utilizzato dagli antichi egizi per la costruzione dei sarcofagi: questo, attraverso le tante testimonianze che si trovano oggi nei musei, conferma la resistenza e la lunga durata di questo legno nel tempo, arrivando in molti casi quasi intatto ai giorni nostri a distanza di migliaia di anni.

Ambiente di Design con le Zucche

Ambiente di Design con le Zucche

L’autunno è una stagione piena di fascino per i suoi colori ce vestono boschi e anche parchi cittadini: rosso, giallo e verde si mescolano a formare macchie di colore che hanno ispirato fior di artisti. I frutti autunnali sono a loro volta colorati di tinte in tema con l’ambiente.

I colori dell’autunno anche in casa

Se l’estate risplende di luce, di verde e di colori sgargianti che significano vita, vivacità, l’autunno si veste di colori più “tranquilli” come se fossero una ninna nanna colorata per gli animali che si preparano al lungo letargo.

Toni del marrone per le castagne, l’arancione dei cachi, i colori variabili tra il verde, il giallo, l’arancione delle zucche che, con le loro innumerevoli forme e dimensioni possono diventare oggetti di arredo di design.

Le Zucche, infatti, le vere protagoniste dell’autunno, si preparano a divenire elementi decorativi multifunzionali nelle nostre case, sono molte, infatti le idee realizzabili anche semplicemente componendo zone di zucche di diversi colori e forme per arricchire l’ambiente.

Con un minimo di elaborazione diventano poi oggetti davvero originali che creano una speciale atmosfera nei vari ambienti di casa.

L’ingresso con le zucche

Se hai una serie di scalini per entrare in casa, rendi questo ingresso decisamente più accogliente e trionfale: basta posizionare vasi di verde alternati e mischiati con zucche di diverse forme a formare una fantasia di dimensioni e colori diversi.

Le zucche hanno una notevole resistenza, per cui il tuo ingresso sarà tale per diverso tempo, accogliente ed invitante.

Porta candele con le zucche

Le candele danno sempre un aspetto intimo e rilassante alla casa. Chiunque entri in casa tua non potrà mancare di ammirare delle candele accese che fanno atmosfera famigliare. I classici porta candela sono certamente adatti allo scopo ma un’assoluta originalità la ottieni scavando una zucca utilizzandola come porta candela. La luce che diffonderà sarà ancora più calda e darà un tocco di originalità e design all’ambiente.

Le zucche si caratterizzano per un’enorme varietà di forme e colori: usando zucche diverse come porta candela da mettere insieme in un angolo della casa avrai un effetto spettacolare che non potrà essere ignorato.

Il Centrotavola autunnale

Prendi alcune zucche di diverse dimensioni e pitturale di colore panna e striature verdi, poi crea una composizione di piantine ornamentali e pigne e disponi il tutto su un piatto colorato e ampio.

Posiziona la composizione così ottenuta al centro del tavolo e avrai un tavolo decisamente arricchito, pronto ad accogliere i tuoi ospiti per un pranzo o una cena con un grande tocco di eleganza a costo davvero basso ma di grande effetto e donando alla casa un effetto notevole di design.

Vasi per piante grasse

Anche in autunno puoi rendere più gentile la tua casa con la presenza di vasi fioriti ma certamente è più facile mantenere in casa piante grasse. Invece dei soliti vasi, scava delle zucche di diverse dimensioni e colorale di bianco.

Otterrai dei vasi assolutamente naturali, duraturi, originali e con una colorazione bianca deliziosamente variegata di arancione o verde a seconda del colore della zucca stessa. Posizionale in modo che le piante grasse siano esposte alla luce e bagnale leggermente una volta alla settimana.

I vasi così fatti saranno una presenza originale in casa tua, assolutamente di design.

Le Zucche di Halloween

Immancabile in casa la classica zucca di Halloween: Basta scavare la zucca una volta rimossa la sommità con il picciolo e poi creare con un coltello sottile ma ben affilato la bocca e gli occhi.

Una candela posta al suo interno durerà tutta la notte del 31 ottobre, data di celebrazione della festa di Halloween, creando sul davanzale della tua casa l’ambiente ideale per questa singolare celebrazione.

Detrazioni per il fotovoltaico: spettano per il 2018?

Detrazioni per il fotovoltaico: spettano per il 2018?

Agevolazioni per il fotovoltaico

In quasi tutte le situazioni abitative ma anche industriali è possibile installare un impianto fotovoltaico. Questo rappresenta un doppio vantaggio, il primo certamente di carattere economico, per sganciarti dal costo delle bollette elettriche che già non è poco: il costo dell’energia elettrica in Italia è tra i più alti in Europa per cui non avere più il peso della bolletta è un bel vantaggio e in secondo luogo con il fotovoltaico dai il tuo contributo nella riduzione dell’emissione di gas serra in atmosfere, contrastando in questo modo il surriscaldamento globale i cui effetti devastanti sul clima sono certificati da eminenti scienziati e sotto gli occhi di tutti.

Il costo di un impianto fotovoltaico è ancore piuttosto elevato e questo scoraggia molti nell’installazione ma se si fanno i conti come si deve, si evidenzia come nel giro di pochi anni questo costo si può ammortizzare grazie al risparmio energetico e poi da quel momento in poi sono soldi in più nel tuo portafogli. Lo Stato incentiva questo attraverso la detrazione fiscale che anche nel 2018 è stata confermata attraverso la Legge di Bilancio. La detrazione per gli impianti fotovoltaici rientra nel provvedimento di riconoscimento della detrazione del 50% previsto per le ristrutturazioni e si ritrova nell’elenco dei lavori di ristrutturazione delle case che l’Agenzia delle Entrate elenca nella sua guida Online, nello specifico per quanto riguarda i lavori realizzati per conseguire risparmi energetici.

Come ottenere energia dal sole

I pannelli solari di ultima generazione sono costruiti con moderne tecnologie che consentono un rendimento davvero alto, intorno al 90% che è decisamente superiore a quello dei vecchi pannelli solari fotovoltaici che si fermavano poco oltre il 50%. Il funzionamento avviene grazie alla capacità di particolari cristalli con cui sono costruiti i pannelli di convertire l’energia della luce solare in energia elettrica a correte continua. Per rendere costante questa energia, la tensione elettrica, serve un regolatore, dal momento che a seconda di quanta energia solare arriva ai pannelli questi genereranno più o meno energia elettrica mentre a noi serve un’energia costante.

Nelle nostre case gli apparecchi elettrici sono progettati per funzionare a corrente alternata e a 220 Volt. Il problema si supera attraverso apparecchi chiamati Inverter che riescono a trasformare la corrente continua dei pannelli solari, a bassa tensione, in corrente alternata a 220 volt, compatibile con gli apparecchi domestici. Ovviamente quando il sole non c’è, i pannelli fotovoltaici non possono generare corrente, per questo l’impianto richiede dei pacchi di batterie che riescono ad immagazzinare l’energia non utilizzata per restituirla quando ne abbiamo bisogno e il sole non è presente, altrimenti passeresti le notti al buio e tutto resterebbe spento.

Per avere diritto alla detrazione del 50% è necessario che l’impianto sia asservito agli usi domestici anche senza opere murarie proprie, è sufficiente che sia dimostrato il conseguimento di risparmi energetici. Questa può essere dimostrata anche semplicemente comprovando l’acquisto ed installazione dei pannelli fotovoltaici a servizio di un edificio residenziale con adeguata documentazione che dovrà essere comunque conservata mentre non è necessario dimostrare l’entità effettiva del risparmio realizzato. Questo significa che l’impianto non deve necessariamente coprire totalmente il tuo fabbisogno energetico ma può provvedere anche ad una copertura parziale, la detrazione spetta comunque. Questa si realizza attraverso una detrazione sull’imponibile IRPEF in 10 rate annuali.

Per realizzare il tuo impianto fotovoltaico ti consigliamo di rivolgerti a ditte serie e con esperienza in questa opere; un primo segno di serietà è la presentazione di un preventivo dettagliato solo dopo un sopralluogo, diffida di chi emette preventivi senza aver nemmeno visto la realtà in cui si dovrebbe realizzare il lavoro.

Umidità e bebé

Umidità e bebé

Troppo spesso il microclima nelle case non è esattamente l’ideale per le migliori condizioni di vita al loro interno. Case troppo umide o fredde, spasso entrambe le cose, possono essere causa di sviluppo di muffe che possono anche essere pericolose per la salute di chi vi abita, ancora di più quando c’è la presenza di un bambino.

Il microclima domestico

Per microclima domestico si intende l’insieme di parametri che costituiscono la qualità fisica dell’aria all’interno della casa. Principalmente si intende la temperatura e l’umidità che caratterizzano l’ambiente, spesso correlate tra loro.

L’umidità si esprime in percentuale, l’umidità relativa, che esprime il contenuto dell’ umidità nell’aria rispetto al massimo che questa può contenere prima del realizzarsi della condensazione, il passaggio dalla forma gassosa a quella liquida.

Esiste una stretta correlazione tra temperatura ed umidità in quanto l’aria calda ha la capacità di contenere in assoluto più particelle d’acqua mentre una bassa temperatura ne può contenere di meno.

Da questo consegue che una stessa quantità assoluta di particelle d’acqua porterà ad un maggiore umidità relativa in aria fredda di quanto è in aria più calda. Questo è il motivo per cui negli ambienti di casa è opportuno mettere in funzione deumidificatori e umidificatori a seconda dell’umidità relativa presente.

Umidità e bambini

Il microclima incide sulla salute dei bambini molto più che sugli adulti. Il motivo risiede nella minore capacità dei bambini di adattamento alle condizioni climatiche.Il loro organismo è ancora immaturo e solo progressivamente, con il passare degli anni, si perfezionerà fino ad arrivare all’età adulta quando i processi biologici saranno del tutto perfezionati.

Questo è il motivo per cui se un adulto può adattarsi entro certi limiti ad un ambiente non ottimale, ciò è decisamente più difficile per un bambino. Questo, ancora, è il motivo per cui gli adulti dovrebbero essere consapevoli di quale ambiente è meglio per il bambino e agire di conseguenza per tendere a portarlo alle migliori condizioni per la sua salute.

Come misurare l’umidità ambientale

Uno strumento semplicissimo e a basso costo consente di misurare l’umidità di un ambiente: l’Igrometro. Nel caso degli strumenti più semplici per la misurazione dell’umidità, questa viene rilevata grazie alla proprietà di un piccolo fascio di capelli di allungarsi con maggiore umidità e accorciarsi con l’aria più secca.

I capelli sono collegati con un meccanismo che muove una lancetta che indica l’umidità. Non sono di grande precisione ma sono sufficienti ad avere un’indicazione abbastanza attendibile rispetto alla percentuale di umidità relativa.

Oggi apparecchi elettronici digitali forniscono l’indicazione di umidità in maniera molto più precisa ma in fondo gli igrometri a capello per l’uso domestico sono più che adeguati.

Cosa fare se l’umidità non è adeguata

Il tasso di umidità ottimale in una casa è quello che si aggira intorno al 50%. Se inferiore bisogna apportare umidità nell’ambiente, al contrario, se superiore, occorre assorbirla. Questo è parecchio più importante per il benessere del bambino che, se messo in un ambiente con umidità troppo bassa rischia irritazioni delle vie aeree e malattie conseguenti.

Se l’umidità è eccessiva potrebbe iniziare a sviluppare le condizioni per patologie future ma il pericolo maggiore deriva dalla possibile formazione di muffe nell’ambiente, davvero pericolose per la salute di tutti e ancora di più per quella del bambino.

Se l’aria è troppo secca occorre utilizzare un umidificatore che può essere termico, formando il vapore con l’evaporazione dell’acqua oppure ad ultrasuoni che provocano la dispersione di acqua miocronizzata nell’ambiente, senza generazione di calore.

L’umidificatore a ultrasuoni risulta certamente meno pericoloso in quanto l’acqua viene micronizzata a freddo mentre in quello a evaporazione l’acqua viene surriscaldata fino a diventare vapore, con un certo rischio di ustione accidentale.